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giovedì 11 agosto 2011
Perché siamo una grande famiglia
Sono da poco passate le 14 quando mia madre mi telefona super emozionata: «Bridget di Beautiful ha lo stesso vestito di tua sorella, accendi subito la tv!». Siamo una famiglia che non perde un colpo, neanche in agosto. (Per fare sfoggio di erudizione ricordo che Bridget deve il suo nome a una sorta di crasi di quello dei suoi genitori Brooke e Ridge. Meraviglia lessicale)
giovedì 21 luglio 2011
lunedì 21 febbraio 2011
Bipartisan
«Basta con 'sto bipartisan, possibile che in questo paese uno non possa dire quello che pensa... Io penso ai cazzi miei, basta!». Luca mitologgico. Poi si potrebbe dire che il problema è a monte: nel fatto che ormai PENSIAMO bipartisan. Comunque questo è uno dei motivi per cui ricordare il Festivàl. Ma ce ne sono anche altri. E non riguardano cose come il popolo bue che si dimostra meno bue di quel che si pensava e riesce a votare un cantautore (?) e non votare una di Amici di Maria de Filippi. E non riguardano il fatto che ieri a Domenicanonsoche c'era Lorella Cuccarini che intervistava Vecchioni e lui rivendicava il fatto che la sua fosse una canzone assolutamente aristocratica. Ho cambiato canale prima che arrivassero a citare quella buon'anima di Faber.
lunedì 31 gennaio 2011
domenica 23 gennaio 2011
A letto presto
Capita persino di vedere di passaggio la Marcegaglia da Fazio e andare oltre il pensiero di solidarietà per il tecnico delle luci che si sarà trovato a bestemmiare col golfino della presidente di Confindustria. Capita di passare qualche minuto su Rai Tre la domenica sera e dover andare oltre un dramma di questo genere. Perché Berlusconi ci ha complicato indiscutibilmente la vita. Perché neanche un caffè al bar si può prendere senza sentire favoleggiamenti di festini. Perché nemmeno al mattino presto prima di andare al lavoro si sfugge all'interrogativo sul bunga bunga. Perché proprio adesso che tutto sembra tragicamente svelato il mistero si infittisce. Perché non si può più ordinare un Sanbittèr senza essere guardati come dei pervertiti. Perché ormai Mubarak è noto solo per essere stato contrabbandato come zio di Rubi (e torna in mente Pretty Woman, quando una Julia Roberts in cerca di vestito per andare a cena con Richard Gere, confida alla commessa che quel tizio per cui sta abbandonando la sua tenuta da marciapiede non è mica suo zio, come va dicendo in giro per salvare le apparenze. «Tesoro, non lo sono mai», chiude la commessa poco prima di individuare l'abito da cocktail giusto). Perché non si può più dormire a cucchiaio senza sentirsi dei porcelloni. Perché una Iodosan, che sia poco prima di addormentarsi o dopo cena, è già una notizia di reato. Ma più di tutto c'abbiamo il dente avvelenato perché nel giro di dieci giorni abbiamo dimenticato decenni di retorica vascorossiana di «voglio una vita spericolata». E ci ritroviamo tutti compìti davanti alla tv la domenica sera. A sentire una signora con golfino catarifrangente che porta con fierezza la bandiera di «quell'Italia che va a letto presto».
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lunedì 22 novembre 2010
mercoledì 22 settembre 2010
lunedì 20 aprile 2009
E tutto va come deve andare
X-Factor incorona il ricciolone Matteo Beccucci. Secondi i Bastardi, che oggettivamente ci avevano rapito il cuore. Non indignatevi, il secondo è il posto dei migliori, quelli che si prendono il successo e scampano d'un soffio all'onta del trionfo in un talent show troppo popolare per certi ambienti (Quello di Elio e le storie tese a Sanremo è un'ottimo caso di studio). Insomma il secondo è sempre il migliore (E vabbè, dai, fatelo sapere anche a Toto Cutugno...).Stamattina mi hanno chiesto: «E Baldini vincitore della Fattoria?». Rispondo qui una volta per tutte: «La Fattoria? No conosco».
lunedì 16 marzo 2009
Il reality sindacal-garantista
«Chi cacchio è Riccardo Sardone? Attualmente lo vedi in mutande appeso a un palo, ma a che titolo sta lì?». Comincia così con questo sms, in ritardo (per colpa di Trenitalia, mio sponsor ufficiale) ma in maniera superba, una delle più interessanti serate televisive degli ultimi anni. Velocemente si dirà che. Uno. La Fattoria porta a compimento ciò che il Grande Fratello lasciò a metà. Il reality sindacale (in tempi di crisi l'unica salvezza) scoppietta quando in studio arriva la ex hostess di Alitalia già cacciata dalla casa di Cinecittà. La poveretta fa in effetti pena e potrebbe suscitare quasi un rimorso nel pubblico che l'ha silurata in poche ore, fino a che non pratica anche lei lo sport più in voga, il tiro libero al Fabrizio (Corona, ovvio), reo di averle fatto presente che se non va nel mondo dello spettacolo è meglio che cambi lavoro, senza drammi (praticamente l'equivalente lavorativo del "He's just not that into you" di cui tanto si è detto e scritto). Come ogni ragazza intestardita lei parte in attacco, gli dà del famoso solo perché “marito di Nina Moric" (come se fosse un insulto) e lo dileggia tirando in ballo le note vicende giudiziare «su cui la giustizia si esprimerà, ma su cui intanto io posso esprimere il mio giudizio morale». Allora Paola Perego interviene ricordando a chi se lo fosse dimenticato che «noi siamo un paese garantista», il pubblico esplode fino a che il reality democratico passa la parola a Fabrizio. «L'ex marito di Nina Moric non ha niente da dire», chiude lui con gli occhi lucidi. Le cose succedono ancora e sarebbe impossibile annotarle tutte, impossibile ricostruire come si sia passati dai discorsi sulla meritocrazia all'epifania di una Lory del Santo che non si lava in capelli dall'Isola con parmigiana sulle ginocchia per fare la sopresa al fidanzato in gioco. Insomma, davvero impossibile riassumere tutto e allora un solo avvertimento. Ragazzi, attenti a insultare troppo Fabrizio, se no finisce che vince (sempre che non se ne vada prima) e poi è roba che il paese fa un passo avanti davvero. Altro che Luxuria.
martedì 26 febbraio 2008
domenica 24 febbraio 2008
Ferrara alle Invasioni
Questo di Ferrara alle Invasioni barbariche a presentare la lista "Aborto? No, grazie" è un grande momento di televisione che va visto, credo.
lunedì 10 dicembre 2007
Sozzani alle Invasioni barbariche
Una settimana dopo il massacro di Report, Carla Sozzani accetta l'intervista di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche. Si procede, come di consueto da queste parti, a colpi di domande moralizzatrici, sicché ci tocca vedere lo scambio di sguardi tra l'intervistatrice e l'intervistata, mentre basterebbe un'inquadratura delle scarpe della Sozzani (e magari il mocassino della Gabanelli sullo schermo in studio) per sapere quel che è necessario sapere e chiudere la trasmissione. Comunque. I meglio trenta secondi dell'intervista vanno in scena quando la Bignà domanda come faccia la signora della moda a restare così magra e perché sia lei che Anna Wintour pesino meno dei vestiti griffati che indossano. Sozzani sorride sempre altera e perfida e dice che “loro non hanno tempo di mangiare”, poi paga l'obolo alla cantilena contro l'anoressia (“Ma no, non è vero che sono tutte magre le modelle”), finché, quando la Bignà le chiede coome faccia a rinunciare a tagliatelle e tiramisù, lei non si dà nemmeno la pena di cercare di essere credibile e fa: «Ma no, mangio tutto». Un attimo di pausa. Sorride si vede che pensa a noialtre flaccide spalmate sul divano con un bidone di gelato davanti e fa, «Bè a dire il vero il tiramisù credo di non averlo mai mangiato in vita mia».
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