venerdì 5 marzo 2010

Isolati

Dal Giornale del Popolo del 5 marzo
Andiamo al cinema. Facciamo come tutte le persone normali (è sempre importante pensare che esistano e noi non ne facciamo parte se non in momenti precisi e assolutamente deliberati della nostra vita). Facciamo come tutte le persone normali, dicevo, e andiamo al cinema prendendo i biglietti e i pop corn. Fa parte del mio snobismo estremo fare queste cose ordinarie considerandole straordinarie. Facciamole consapevolmente e così queste cose, prima di ritrovarci a farle per inerzia, guardarci nelle rughe d'espressione e sentirci due sfigati. Prendiamola in contropiede la routine. Ci pensavo da tutto il giorno a questa serata perfetta che sarei riuscita a organizzare, pensavo anche che avrei dribblato la classica risposta di quello che tutti i film in uscita li ha già scaricati sul computer. Pensavo che ovviamente ne avrei fatto una battaglia culturale, perché in quest'epoca in cui tutto si può avere on demand abbiamo perso il gusto di uscire per gesti rituali e irresistibili come andare al cinema e santo Iddio se ci vedesse Muccino ci farebbe un film sulle nostre nevrosi. Ti avrei anche detto che sono stufa (lo sono sempre), avrei comprato apposta un mattarello per agitarlo al grido di «persino io vorrei una vita normale ogni tanto». Avevo pronta una battaglia culturale quando mi sono addormentata davanti all'Isola dei famosi. Quando ho riaperto gli occhi Aldo Busi stava dando della racchia a Sandra Milo e tu imprecavi contro di me. «Una vita a guardare l'Isola e non sai nemmeno come funziona il televoto. Io voglio sapere se si può eliminare un famoso e un non famoso!». E mi sono sentita una cialtrona. Manco fossi una qualsiasi funzionaria del PdL addetta alla consegna delle liste elettorali.

venerdì 26 febbraio 2010

L'età dei carboidrati

Dal Giornale del Popolo del 26 febbraio
Bere almeno due litri di acqua al giorno, non mangiare la frutta subito dopo i pasti, evitare dolci e alcolici, ricordarsi che il parmigiano è un formaggio, dunque se lo metti sulla pasta ti sei giocata già il secondo e infine fare almeno un po' di movimento fisico. Ogni post adolescente che abbia avuto un'adolescenza sovrappeso conosce i princìpi base di ogni dieta. Il che non significa che li applichi: crescendo li contravverrà intenzionalmente ma mai incoscientemente. Noi che le diete le abbiamo fatte tutte generalmente conosciamo anche quelle che non abbiamo fatto e diffidiamo (perché ci illudiamo di essere persone con la testa sulle spalle) di tutti quei regimi alimentari dissociati che ti sconvolgono la vita prima che la bilancia. La prima dietologa (quella che veramente ci fece dimagrire e ci fece entrare in un paio di rispettabili Levi's taglia 28) diceva che digiunare non serve e che l'equilibrio è l'unica cosa utile e eliminare la pasta o il pane è sciocco. Ma allora eravamo giovani, metabolicamente pigre, certo, ma di certo non anziane. Allora, insomma, non ci avvicinavamo a grandi passi a quell'età fatidica, dopo la quale, come saggiamente dice la mia amica Isabella, il fisico non si cambia più. Un anno che ci pensi e progetti di prendere provvedimenti per tempo, poi un giorno ti guardi allo specchio e mancano poche settimane e non c'è neanche un jeans adolescenziale in cui infilarsi senza morire soffocata. È una marcia di avvicinamento importante e allora si può pure prendere in considerazione la dieta proteica che ha fatto dimagrire la tua amica, quella che ha avuto due figli e non va in palestra e a forza di rimpinzarsi di carne a pranzo e cena è tornata come quando eravate al liceo. Lo farai, stringendo i denti. E arriverai ai **** anni senza neanche un carboidrato su cui piangere. (Il disegno, come altri splendidi che ho già pubblicato viene da qui e da una delle poche newsletter utili che ricevo)

giovedì 25 febbraio 2010

Pubblicità e progresso



















Queste sono alcune immagini della nuova campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana per la primavera estate che hanno per protagonista Madonna. Posto che Madonna è sempre spettacolare e lasciando perdere la mia critica fotgrafica da quattro soldi, mi domando. Ci libereremo mai dello stereotipo di spaghetti-donna sguattera-vestita di nero? (La foto che preferisco è quella in cui mangia gli spaghetti. In questa ultima in basso pare la Barale)

mercoledì 24 febbraio 2010

Bella in carne

Il ritorno della bellezza in carne è un po' come Sanremo in fondo. Uno spettacolo falso e indispensabile che non possiamo negarci ogni anno. Ecco, Vogue nel suo nuovo sito addirittura ci propone una sezione Vogue curvy. Più che l'ossimoro ci colpisce la perfidia: la più "curvy" di queste ragazze pesa quanto una nostra coscia. (p.s. non mi sono dovuta sforzare molto per proporvi il riferimento iconico più scontato che esista e non è un caso)

venerdì 19 febbraio 2010

Certezze preventive

Dal Giornale del Popolo del 19 febbraio
Su poche cose abbiamo granitiche certezze come sulle più improbabili: l'impiego dei miliardi vinti alla lotteria, il vestito da comprare quando entreremo in una taglia 38, i nomi dei figli, l'educazione dei suddetti. Ovviamente si possono aggiungere le cose più disparate: la mia amica Augusta, per esempio, dall'età di undici anni e ben lungi dall'avvistare un fidanzato all'orizzonte, aveva pronta la lista dei testimoni di nozze. Se litigavi con lei ti depennava dalla preziosa lista. Manie diverse, ma il fatto di averle accomuna i più insospettabili. Per esempio la sottoscritta, universalmente riconosciuta come priva del benché minimo istinto materno, ha pronti nomi bellissimi per almeno un paio di figli (sempre riciclabili per qualche animale domestico o oggetto inanimato). L'educazione dei figli è un altro esercizio molto praticato. Più sono liberal e progressiste le persone che frequenti più rivelano un'attitudine simil nazista all'educazione della prole. I loro figli, ti dicono quelli che fino a pochi anni fa scorazzavano con te in giro per il mondo, di certo non usciranno la sera prima dei 18 anni, non avranno il permesso di truccarsi se non alla comparsa delle prime rughe, non vedranno la televisione se non accompagnati da un adulto censore e, ovviamente, non si avvicineranno mai neppure per sbaglio ai videogiochi. Certezze che si sciolgono di fronte alla prima richiesta del pupo? Io pensavo di sì e invece la tendenza all'educazione rigida pare essere ostentata anche dalla coppia più glamour e presentabile e dunque liberal dell'impero, al secolo Obama e Michelle. Dagli articoli sui giornali apprendiamo infatti che le due figlie della coppia sono sottoposte a una disciplina ferrea: niente tv dopo cena, compiti tutto il pomeriggio, stretta sorveglianza della nonna in ogni attività. Sono tutti liberal con i figli degli altri.

mercoledì 17 febbraio 2010

Design power

Che abbiano trovato il modo di trascinarci da McDonald's? Impariamo qui (grazie a Betta, badante tecnologica e culturale) che sono invenzioni di McFancy, temporary store di McDonald's durante le varie settimane della moda: Londra, New York, Parigi, Milano, Sydney, Hong Kong.

lunedì 15 febbraio 2010

Amore al neon

«Da sociologo constato che, di fatti, il matrimonio e la convivenza durano finché i due partner stanno bene insieme». Altra chicca: «L'amore infatti è molto fragile, basta una differenza nel modo di pensare, una diversa sensibilità erotica, basta voler imporre una propria preferenza che l'altro subisce per non scontentarci, basta che fra i due si insinui la competizione».
La domanda del lunedì di oggi è: perché non riesco a non leggere Alberoni?

venerdì 12 febbraio 2010

In morte di un genio


Io queste me le ero rubacchiate dal sito e tenute nella mia cartella Vestiti dove va solo il meglio e l'irraggiungibile. Sono dalla collezione di quest'anno. E sono meravigliosi. (Per non parlare delle ballerine che mi sono strappata di mano pochi mesi fa, quelle con la lampo e i teschi).

Ruoli al chiodo

Dal Giornale del Popolo del 12 febbraio
Arrivi in ufficio tardi «perché scusate avevo in casa l'idraulico» e si sprecano risatine e fantasticherie su improbabili scenari da commedia sexy. Non serve spiegare che siamo nel 2010 e le maestranze non fanno più gli occhi dolci alle ragazze sole in casa, le quali a loro volta non si fanno trovare in accappatoio, o meglio hanno smesso di farlo quando hanno capito che non avrebbe in alcun modo ammorbidito la fattura. Ad ogni modo una settimana con gli operai in casa è più istruttiva di anni buttati all'università. Il muratore, per esempio, è d'accordo con mio padre, il quale a sua volta è d'accordo con mia madre, la quale guarda caso la pensa esattamente come l'idraulico: non c'è niente che ti impedisce di piantare un chiodo o fissare degli sportelli al muro, in questo mondo in cui persino gli uomini passano l'aspirapolvere. Il muratore dice che lui le camicie le stira in casa, «certo, ci metto mezz'ora ma lo faccio». Il che mi ricorda quello che mi disse il taxista la settimana scorsa: «Signorina, io sono un uomo d'altri tempi e se mia moglie mi tradisce l'ammazzo. Però i mestieri in casa li faccio. Però se mi tradisce l'ammazzo». Solitamente alla fine di questo manifesto di pensiero casalingo ti guardano tutti con aria di rimprovero e soddisfazione: ma non avete voluto la parità? Tu vagli a spiegare che non l'hai chiesta a nessuno, la parità; e anche fosse l'hai fatto chiedendo esplicite deroghe per tutto ciò che avesse a che fare con trapani, chiodi, macchine da spostare, motorini da far ripartire e tutto ciò che potesse rovinare la manicure. Non serve, nel loro mondo è tutto equamente diviso: se io stiro, tu pianti il chiodo e così via. Però nell'ordine mentale delle maestranze non è contemplato l'imprevisto postmoderno della donna che con un ferro da stiro in mano non sa cosa fare. A parte appenderlo al chiodo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Baciami Ancora Jovanotti

Il mio tallone d'achille! (In realtà questo video è mooolto meglio del trailer. Magari tolgo il trailer, boh).