
Oggi Jovanotti si lascia intervistare da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera. La foto che hanno scelto non rende giustizia, i titoli neanche (anche se sono riusciti ad evitare la retorica del ragazzaccio che ormai è cresciuto). Comunque voi leggete, leggete per intero e per ora dovete comprare il Corriere, perché su internet non trovo il pezzo e ora non ho tempo di riscriverlo.
Io segnalo modestamente che
-Lorenzo da del lei a Cazzullo e io l'ho trovato così educato, così carino, così strepitosamente lui.
-Lorenzo ci informa che Teresa sua figlia che ha undici anni ascolta De Andrè e poi dice una cosa che andrebbe incorniciata: «Nella beatificazione laica che stanno facendo di Fabrizio si tende a dire che oggi manca un De André. Ma un cantautore che oggi emulasse De André non sarebbe attuale, non funzionerebbe. Gli darebbero il premio Tenco, che è un premio all'anzianità, a qualcosa che c'è già stato. La realtà è da un'altra parte. Gli strumenti della nostalgia e del rimpianto sono i più sbagliati per capire l'oggi, perché lo fanno sembrare brutto, triste, limitato: un culturista con poco cervello. La mia forma di resistenza è valorizzare l'oggi, vederne i segni vitali, fecondi». Vi dirò che più avanti cita pure Le luci della centrale elettrica, direttamente da quello snobbissimo e adorabile mondo indie.
-Infine dice che lui incontra tanti ragazzi interessanti e per provarlo usa questa espressione: «... gente che si iscrive a fisica, non a scienze della comunicazione, che è un'assurdità fin dal nome». Ah ah ah ah ah! Pure Lorenzo contro i comunicazionisti patentati.