venerdì 28 marzo 2008

Festeggiare o non festeggiare?

La domanda del lunedì di questo venerdì sera è: si può ancora festeggiare il compleanno? No perché da queste parti una decisione va presa alla svelta... il compleanno del blog coincide con quello della Ficcanaso.

I tabloid ci salveranno/2

Alcune chicche sul dibattuto sbarco della neo signora Sarkozy in suolo britannico:
1. Come imitare lo stile chic di Carla spendendo un quarto di quello che ha speso lei e come imitare il look di Camilla recandosi in un charity shop. Sublime, leggete qua.
2. La troppa perfezione di Carla, la disastrosa Camilla (ce l'hanno tutti con lei e questo ce la fa adorare) e improbabili paragoni storici tra le donne del Regno. Si va indietro fino ad Anna Bolena, attenzione. Un assaggio: "But like Anne Boleyn before her, you couldn't help but feel that in Carla's case yesterday the fabulous frocks were not clothes but costumes, the smiles beguiling but borrowed, the bravura performance just that, a performance". E poi c'è tutto il resto.
3-Fino all'arcinota cronaca del giorno in cui Carla "s'è ricordata di vestirsi per incontrare la Regina". Perfido e spassoso.

I tabloid ci salveranno

Dal Giornale del Popolo del 28 marzo
"The day Carla remembered to put her clothes on to meet the Queen". La vendetta non poteva che arrivare dal Daily Mail. Il tabloid che settimanalmente studia le cosce di Victoria Beckham in cerca del centimetro cellulitico, non poteva piegarsi al resto della stampa (per la verità più che altro quella italica), che osannava l'ingresso di Carla Bruni in suolo inglese. Mentre tutti cianciavano di nuova Jackie Kennedy, il Daily perfido come sempre salutava il giorno dell'arrivo della premier dame di Francia come "il giorno in cui Carla s'è ricordata di mettersi di vestiti per incontrare la regina". Il riferimento è al fatto che proprio nel giorno in cui madame Sarkozy arrivava in visita ufficiale, Christie's batteva all'asta una vecchia foto di Carla da modella senza veli. Eh insomma certo si trattava di nudo artistico, mica calendarietti che finiscono sporchi di grasso in una qualche officina del mendrisiotto. Epperò pare che la Bruni non abbia gradito la geniale trovata della casa d'aste. Ad ogni modo. Io credo che il mondo si dividerà tra quelli che hanno approvato la Carla britannica e quelli che l'hanno bocciata. E la Ficcanaso l'ha bocciata. Certo buona parte di questo giudizio così severo è dettata dall'invidia viscerale per una che in ballerine piatte e gonna longuette non pare uno scaldabagno vestito; tuttavia forse a renderci così severe è la solita, ormai endemica nostalgia per l'ex moglie del presidente. Cento Carle con cappellino da hostess anni Trenta (sarà pure stato di Dior, ma non ci piaceva), perfette per i fotografi e impeccabili, non valgono una Cecilia riottosa e intrattabile, antipatica coi fotografi, allergia al protocollo come alla fedeltà e alle dedizione istituzionale. Una che in meno di 160 caratteri si è sentita fare la più bella e pazza e terribile dichiarazione di sudditanza eterna: "se torni annullo tutto".

mercoledì 26 marzo 2008

Carla la hostess













Ma come diavolo si è conciata questa?!
Camilla è vestita meglio. Carla sembra una hostess d'aereo degli anni Trenta (copyright Elisabetta in un afoso pomeriggio in ufficio)

martedì 25 marzo 2008

Sandra e Clemente, o dell'amore impresentabile

È con grande piacere che rimando all'articolo che finalmente spiega quello che qua si va dicendo da tempo, ossia che Sandra e Clemente Mastella sono una coppia zsa zsa zsou. Grazie al come sempre arguto Giancarlo Perna, che ci ha fornito le parole per dire quel che nel nostro cuore era ancora ineffabile emozione.

venerdì 21 marzo 2008

Palestra ed eterosessualità

Dal Giornale del Popolo del 21 marzo

Essere abbordate in palestra è una di quelle cose che succedevano quando eravamo giovani, perché la forza di gravità sosteneva le nostre grazie con vigore, certo. E poi perché quando eravamo giovani noi, c'era ancora un nutrito gruppo di eterosessuali che si occupava del proprio benessere fisico. Anni lontani, ché oggi se ti va bene sei un apostrofo flaccido tra omaccioni che si lanciano sguardi languidi l'un l'altro. Un fenomeno di tutto rispetto che ti permette di concentrati sull'allenamento (ma non di andare vestita sciattamente, perché il giudizio di un gay è molto più importante e tagliente di quello di un maschio bruto). Se non fosse che le eccezioni sono difficilmente gestibili. Soprattutto per una giovane (nonostante tutto) e poco agile ragazza miope. Si perché se non sei Nicole Kidman e gli occhiali non li porti per vezzo, in palestra, se ti va che l'occhio rigetta la lente a contatto son dolori. Ti orienti a fatica, perché nonostante l'abbonamento annuale ci sei entrate dieci volte in tutto. Ora, dicendo le cose chiaramente, la ficcanaso crede di essere stata abbordata da un atletico signore di mezza età nella piscina della palestra in cui si reca in pellegrinaggio bi annuale. La ficcanaso crede, perché in piscina, fiaccata da una vasca a stile libero e con una fame inarrestabile iniziata dopo le prime due bracciate, crede di aver visto che questo tizio le sorrideva. Ricambi il primo sorriso sorniona, pensando che lui rida bonario della tua assoluta inabilità al nuoto. Ricambi il secondo pensando che probabilmente quei sei mesi fa che sei andata in palestra l'ultima volta vi eravate visti. Stai per ricambiare col terzo che ti si spegna in bocca quando pensi: non è che è miope pure lui e mi vede incredibilmente snella?

martedì 18 marzo 2008

Donne, tutututu

La domanda del lunedì di oggi è: perché se in un bar a colazione passa una canzone come Donne di zucchero, tutte, appollaiate su uno sgabello o con mezza brioche in bocca, canticchiano e scuotono la testa come se il fatto che qualcuno ti dia della tizia "in cerca di guai e al telefono che non suona mai" sia un complimento? A tanto arriva la nostra vanità?

giovedì 13 marzo 2008

avviso

Niente volevo avvisare che ho impostato i commenti in modo che li possa fare chi e registrato, perche ultimamente arrivavano sul blog degli spam. Mi pareva assurdo che ci fossero post con sette otto commenti! 
Approfitto per dire che il MacBook AIR e una delle cose piu belle che abbia mai visto.

venerdì 7 marzo 2008

Amarcord

Dal Giornale del Popolo del 7 marzo 2008

Mentre l'altra sera voialtri guardavate Pretty Woman sulla Tsi (ennesima replica, ennesimo boom di ascolti: sono fiera di voi), la Ficcanaso attraversava la Manica in cerca di un po' di pace nel regno di Sua maestà. Per noi eterni pellegrini dell'altrove ogni spostamento coincide con una massiccia iniezione di gusto della vita. Dunque capita che si tocchi il cielo con un dito pressati in una metropolitana londinese, con caffè di Starbucks in mano, Daily Mail ed Herald Tribune sotto braccio e iPod nelle orecchie. Al contrario su un treno Milano-Lugano con panino al prosciutto, Repubblica e Novella Duemila la qualità della vita pare precipitare. Da brava perditempo stavo riflettendo su questo importantissimo fenomeno, quando sono arrivati loro. I sedicenni in gita scolastica. Mettendosi in viaggio in questo periodo, infatti, si ha un buon ottanta per cento di possibilità di incontrare una comitiva di studenti alle prese con l'ennesima inutile visita a una capitale europea. Un'ora e mezzo di volo in un aereo con la più alta concentrazione di ormoni che si possa liberare in un ambiente chiuso è l'esperienza più istruttiva che possa capitare a una post adolescente. Riascoltare l'intera serie delle barzellette di Pierino, sentire l'imitazione dell'eterna prof di inglese, individuare subito il secchione, il fighetto, la più complessata della classe. E siccome anche sentirsi vecchi fa parte del clichè dell'eterno pellegrino dell'altrove (temporale, questa volta), è inevitabile immaginarseli nel futuro: commercialista, avvocato, consulente aziendale, segretaria dalla voce squillante. Ma quindici anni fa un passeggero come un altro dell'aereo non mi poteva avvertire che con quelle letture così sbagliate e quegli occhiali così old fashion avrei finito per scrivere stupidaggini in un giornale e persino su un blog.