
Ci sono cose da fare subito, prima che la finestra di buon umore si chiuda, improvvisamente e immotivatamente come si era spalancata. Negli anni noi volubili metereopatiche abbiamo imparato a gestirci. Perché se cambiare è un verbo che nemmeno prendiamo in considerazione, questo non significa che non possiamo tentare di reagire agli agguati del nostro umore. Negli anni abbiamo imparato a incastrare nei momenti buoni persino uomini, amici, lavori. È il mood management e siccome non tutto si può fare da soli abbiamo anche un “mood manager”, dall'inglese mood, umore. Il mood manager deve essere persona di provata amicizia e di provata sintonia. Per dire. Il mood manager non vi chiede mai di che umore siete, il mood manager lo capisce e allerta il mondo circostante. Il mood manager sa che chiedendovi di che umore vi getterebbe subito nello sconforto. Il mood manager deve essere persona caratterialmente instabile a sua volta, altrimenti non può aiutare il prossimo suo. Oggi al mio aspirante mood manager ho detto di tenersi all'erta perché il cielo terso e gli uccellini cinguettanti favorivano una disposizione morale positiva che non poteva che scomparire tragicamente. Senza contare che è tempo di ricominciare le diete ed è tempo di ripensamenti sulla palestra. Senza contare che l'estetista si è ammalata improvvisamente e il parrucchiere è un tizio nuovo tutto da provare. Il mood manager sconsiglia saggiamente un taglio ardito di capelli. Qualcuno dica al mood manager che una ragazza di provincia che sta per recarsi alla Scala per la prima volta nella sua vita non può che essere sull'orlo di una crisi di nervi. Il mood manager dice di sorridere e applaudire. Fischiando con le dita la manicure potrebbe rovinarsi.