venerdì 19 settembre 2008

Le frequenze della frivolezza

Di questo passo diventerò astemia. Inizierò a mangiare integrale per piacere, leggerò il giornale oltre i titoli. Ancora un po' inizierò a modificare le ricette, a dosare la pasta ad occhio, a non bollire le patate col cronometro ma a saggiarne la cottura con una forchetta, a bere caffè d'orzo e mangiare regolare, a confrontare il prezzo degli yogurt al supermercato. Ancora un paio di mesi così e potrei non cambiare borsa ogni giorno al grido di "tanto il marrone si abbina con tutto", comprare vestiti che valgono quello che costano, scarpe comode, abiti da cerimonia rimettibili, scarpe da tennis. Ancora un paio di settimane di questo andazzo e mi convincerò che i libri sono fatti per essere letti e non sfoggiati, abbandonerò Chi per il saggio sul comunismo che langue da anni sui comodini, rileggerò i filosofi che in società dico di amare solo per le reminiscenze liceali, sentirò Radio 24 ascoltando quel che dice e non solo per emozionarmi con la voce sexy del dottor Cruciani. Ancora una manciata di giorni e quando capiterò assonnata di primo mattino in un bar in cui si tiene un casting non mi nasconderò dietro al cappuccino, ma terrò il mento alto convinta che le gambe di quelle modelle sono troppo magre e di sicuro non hanno letto tutto quel che ho letto io. Insomma, io non lo so cosa mi stia succedendo, ma mi sono sorpresa per ben due volte a dire: «È una vita che non guardo la televisione». Credo che il «preferisco la radio» sia dietro l'angolo. E allora non mi resterà che interessarmi alla crisi economica. E perderò tutti gli amici che mi sono guadagnati in anni di seria applicazione alla frivolezza.

13 commenti:

Yuri Zivago ha detto...

"Ascoltare era il solo tuo modo di vedere". Roba da mogli di poeti, tra l'altro (per eventuali delucidazioni chiedere a Google oppure a Cuiscarpett).

Elisa ha detto...

cedi alla tentazione!

la ficcanaso ha detto...

questo è montale, ci arrivo pure io! «Di noi due le sole pupille, sebbene tanto offuscate erano le tue". O c'era un'altra cecata e me la sono persa?

Alli ha detto...

La frase della borsa marrone "perché tanto si intona con tutto" è assolutamente fantastica. Facci un piacere, scrivi più spesso che una volta alla settimana!

Yuri Zivago ha detto...

Vedo che Google è stato più veloce di Cuiscarpett. Comunque sì, la chiamavano "Mosca" perché aveva degli occhiali strani. Quelli grigi della Ficcanaso, invece, non saprei bene a quale insetto abbinarli...

La newyorkese ha detto...

ad una farfalla, yuri, ché se proprio non ti ricordassero il colore dei suoi, almeno ti richiamerebbero il suo spirito leggero.
Ps. Adesso, nn per essere prosaica, ma anche sulla radio danno un sacco di cazzate, che fanno un baffo alle frivolezze televisive. L'Ignazio gioca jouel io l'ho scoperto su W Radio 2! :-)

Anonimo ha detto...

A proposito di radio...ma soprattutto della radio di quel medesimo color ramarrrrrrrrrrrrrrrooo...mi pare di averla vista ...e soprattutto sentita, mentre sorseggiavi un light tea e leggevi la Fallaci edizione gold....eri tu???

la ficcanaso ha detto...

Siii! Ce l'ho fatta finalmente

Sister ha detto...

cavolate in abbondanza su radio, tv e giornali, Pubblicità fino alle orecchie. Ma alla radio non ci sono le donne appena vestite e per ascoltarla non si paga un canone..dovrei anche pagare per sentire e vedere quelle cose??!

la ficcanaso ha detto...

Io davvero non merito una sorella del tuo rigore morale!

sister ha detto...

parole ..parole..

filoderba ha detto...

in svizzera si paga persino il canone della radio, pensa te.

sister ha detto...

ho addirittura saputo che la gente non evade..forse tutti pagano e tutto funziona? e non ci sono edonisti e gente che fa audience sparando c... in tv? che mondo ideale!
resta il fatto che alla radio certe indecenze è impossibile vederle. La radio per definizione si ascolta.