venerdì 21 agosto 2009

Di tempismo e di cattiverie retroattive

Dal Giornale del Popolo del 21 agosto
Sappiamo che il tempismo è qualità che in pochi possiedono e di cui nessuno dispone in misura maggiore degli insensibili dietro ai quali abbiamo perso tempo, soldi e chili. Con ogni probabilità, infatti, costoro hanno frequentato tutti il medesimo corso di formazione che gli permette di fare capolino nelle nostre vite nel momento più azzeccato e letale. Quindi lui tornerà se tu esci con un altro, lei ti degnerà di uno sguardo quando tu rispolvererai la fidanzatina del liceo. Un gioco eterno di rincorse cui francamente dovremmo tutti astenerci almeno d'estate, ma è impossibile. Perché i veri stronzi (non è detto che siano grandi amori, e questa è la notazione fenomenologica più significativa degli ultimi sei mesi) si riconoscono dalla possibilità di farsi male a distanza e senza motivo, quando vi rivedete per strada, magari con figli a tracolla e coniugi al seguito e gli sguardi, che un tempo erano appassionati e poi gelidi e arrabbiati, si riempiono di sgomento. Sì perché è vero che la storia la scrivono i vincitori, ma se tra voi due non ha mai vinto nessuno («E che guerra c'era da combattere? Lui non si poneva neppure il problema del farmi soffrire», dice fonte autorevole coperta da anonimato) come si configura il risiko sentimentale della cattiveria retroattiva? Come si può farsi male lo stesso, giusto per segnare il punto di una vendetta ormai inutile dunque infinitamente più gustosa? Il concialiabolo qui riunito ha pensato a decine di frasi ad effetto. Per concludere che non c'è niente di più perfido della propria felicità.

4 commenti:

sister ha detto...

pigna verde, quanto c'è di autobiografico in quello che scrivi:?

sonc. ha detto...

tu, tu sei brava.

cuiscarpettdaverniis ha detto...

!!!!!!!!

lo dice lei.
(accidenti pigna verde, fatti raccomandare, SUBITO!)

un trepido inchino a sonc., nume tutelare della stirpe.

yuri ha detto...

qui urge tempestiva e improrogabile presa di posizione dell'ufficio stampa che dica ancora una volta: nella "ficcanaso" non c'è nulla di autobiografico, zero al cubo, nisba, cioè, forse un cicinino, sì, qualcosa qui e là, ma insomma, è pur sempre una rubrica no? altrimenti una scriveva il diario segreto e lo nascondeva nel cassetto dimenticandosi di chiuderlo a chiave... :)