venerdì 11 settembre 2009

Cuore di Anna

Dal Giornale del Popolo dell'11 settembre
Io e Anna Wintour abbiamo una cosa in comune. Non è la magrezza, neanche la sfilza di vestiti firmati da sfoggiare nelle occasioni mondane. Non è neppure l'indipendenza dalle calze: lei va in giro a gambe nude anche d'inverno non perché, come pensano i pettegoli invidiosi, girando in limousine non è obbligata a porsi il problema del freddo, ma perché sa che le calze sono poco chic (lo dice anche l'ultimo imperdibile libro-manuale di sopravvivenza di Carlo Rossella) ed essendo donna di polso e volontà ferrea soffre per quel per cui è giusto soffrire. Lei è la direttrice di Vogue America, governa un impero e lo fa senza paura. È stata l'ispiratrice di un film (Il diavolo veste Prada) che la dipingeva come l'essere senza misericordia che tanti dicono sia davvero. Il film era la trasposizione cinematografica dell'omonimo libro scritto da una sua ex collaboratrice, che si è vendicata scrivendone e dandole, se possibile, ancora più celebrità. Non bastava. Siccome non c'era bisogno di romanzare niente nella sua vita ora nelle sale sta per arrivare niente meno che un documentario. Oggetto: Anna Wintour e il numero di settembre di Vogue, tradizionalmente quello più importante e ricco di pubblicità. Una mossa di marketing per rianimare la moda ai tempi della crisi? Può essere. Noi lo guarderemo con attenzione. Senza temere nulla. Perché quella signora ha qualcosa in comune con noi. Non si perde una partita di Roger Federer. Pare che gli invii ogni tanto dei vestiti con un appunto: “Questo ti starebbe benissimo”. Non cede alle calze, probabilmente non ha mai visto un carboidrato, mai usato un mollettone per i capelli, mai sentito il sapore di una propria unghia. Ma di fronte al nostro Roger torna esattamente come noi. Una donna che non si vergogna di avere un cuore.

3 commenti:

yuri ha detto...

"Tu e Anna Wintour", sia detto fuori dai denti, gli avete gufato la finale degli US Open. Ecco cosa avete fatto.

la ficcanaso ha detto...

vergognati.

cuiscarpettdaverniis ha detto...

ero appostato (apposta) di guardia di notte in caserma davanti alla tv e vi maledicevo. ma le maledizioni in caserma non (si) contano.