venerdì 25 settembre 2009

Fatte non foste a viver come pupe

Dal Giornale del Popolo del 25 settembre
Siamo rovinate dai titoli di studio che ci portiamo appresso, neanche dai documenti che certificano uno stazionamento più o meno prolungato in qualche liceo o corso universitario, piuttosto dall'avanzamento antropologico che ci si aspetta da noi. Avendo dilapidato parti del patrimonio dei nostri genitori per qualche dispendiosa università noi crediamo di dover dare in cambio qualcosa al mondo, per esempio un'immagine di noi stesse più urbana, non troglodita, non femminile nel senso più ammorbante del termine. Siamo donne moderne e abbiamo studiato, magari anche quisquiglie di comunicazione, perciò non abbiamo niente da temere se le vacanze sono separate o se i week-end si passano a centinaia di chilometri di distanza. Di più: noi abbiamo decine di amici uomini e maschi e non ci infastidisce minimamente che anche lui ne abbia decine di amiche donne e femmine. Abbiamo rinunciato alla parte selvatica di noi stesse, quella che difende se stessa e la sua famiglia con unghie affilate e acidità da vendere perché noi i nostri uomini li teniamo legati con l'intelligenza, il dialogo e soprattutto con la fiducia. Perché noi siamo comprensive. Capiamo così tanto le ragioni e la buona fede di lui che le abbiamo barattate con le nostre. Noi non facciamo scenate, perché diamo all'amato nostro tutta la libertà che pretendiamo per noi, l'accordo tacito è che il primo che si ingelosisce come farebbe un impiegato qualsiasi è un troglodita, e chissà magari è meglio perdere un fidanzato che il proprio status di persona culturalmente progredita. Però stasera quando tu tornerai tardissimo e lei sarà beata sul divano senza la minima intenzione di aprire neppure un surgelato non preoccuparti. La vendetta, quella, è rimasta troglodita.

5 commenti:

Maddy ha detto...

ah

Arturo La Pietra ha detto...

Ieri sera quando sono tornato neanche troppo tardi lei era beatamente al telefono con un'amica, guardavano su google-image le foto di non so più quale nuotatore-figo che avevano incontrato il giorno stesso al lavoro. Ho steso i panni pensando che i miei incontri sono con muratori e ingegneri, mentre lei ha continuato fare quello che stava facendo.

la ficcanaso ha detto...

Hai steso i panni?

Arturo La Pietra ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Arturo La Pietra ha detto...

Come dici tu quando li togli umidi dalla lavatrice per metterli ordinatamente su uno stendino?
Stendino che peraltro era occupato, quindi prima ho "raccolto" i panni, poi ne ho "stesi" altri; erano lì dalla mattina, attendevano qualcuno.

Se era una strategia la chiamerei "vendetta comunque" o "vendetta dei panni-sporchi".
Vendetta di che? Non so. Non ho amiche femmine.

Se non era una strategia ma distrazione o pigrizia: conosco molte donne "moderne", culturalmente progredite, più troglodite dei rispettivi compagni nella gestione domestica.