venerdì 4 settembre 2009

Sogno

Dal Giornale del Popolo del 4 settembre
Oggi al bar c'era un tizio seduto con una bellissima ventenne e a me è venuto in mente che erano le versioni cool di noi che ci ammorbavamo a vicenda tempo fa su lungomari ben più brutti e socialmente non spendibili. Lui aveva una camicia deltutto simile alla tua bianca che mi piaceva un sacco e nessun accenno di pancetta, lei aveva le gambe talmente lunghe da essere imparagonabile a me anche se avesse indossato gli stessi jeans no logo. Comunque mi ricordavano noi perché è settembre e a settembre chissenefrega della verosimiglianza, generalmente mi impelago in ricordi di sicuro utili a non prendere nota del tempestivo accorciamento delle giornate e del freddo che avanza. Sì perché io ho già ritirato fuori il golfino di lanetta e tu lo sai, che a me quell'aria sul collo dà fastidio e dal primo settembre mi sento autorizzata a farlo senza temere accuse di anzianità. Dicevo che ho ripensato a noi. E ti ho pure sognato. A dire il vero ho sognato un tizio che non ti somigliava affatto ma eri te, a dimostrazione del fatto che incarni un ideale di stronzo che ormai hai totalmente liberato dai tuoi connotati (quando si dice la valenza culturale di una storia). Che eri te lo capivo da certe cose che mi dicevi e che ora non ricordo più. Dal fatto che io me ne andavo ma ogni tanto mi giravo e tu eri lì con l'aria di aver tutto da fare tranne che volere me. Sempre nel sogno ho pensato a Freud (quando si dice la valenza onirica della cultura) e a cosa avrebbe detto di me che sognavo te che però non eri te e mi dicevi cose che non ricordavo. Nel sogno mi struggevo pensando che non basta non capire un cavolo delle cose che accadono ma bisogna pure affrontare l'inconscio e non c'è niente da fare prima o poi in analisi ci devo andare. Poi mi sono svegliata. E non c'eri. E questa è stata la parte più bella e verosimile della storia.

1 commento:

yuri ha detto...

approfitto di un periodo morto del tuo blog, peraltro sempre meritevole (che tristezza, saranno gli impegni di inizio scuola dei commentatori abituali?...), per porre un problema capitale: elegante e chic come è lui, perché una così ordinaria come la Canalis? "ordinaria", nella versione dialettale ticinese, è aggettivo caro a mia nonna, non certo un complimento...