lunedì 17 novembre 2008
C'è crisi
Lui ha appena comprato una borsa alla moglie e dice: «È meglio avere tante borse, così ogni giorno se ne mette una diversa e non si rovinano». Ma esistono mariti che dicono frasi del genere?
venerdì 14 novembre 2008
Sentimenti scontati
Dal Giornale del Popolo del 14 novembreDove sono nata io il pollo si compra dall'Ivana, il latte dalla Franca, le scarpe da Tony, il giornale dall'Ornella. Macelleria, supermercato, negozio di scarpe e edicola sono termini che lasciamo volentieri a chi vive in luoghi più grigi dei nostri. Quando per un motivo o per l'altro in quei luoghi più grigi ti ci trasferisci, lo sforzo è trovare nuovi nomi che assicurino il calore domestico che langue dimenticato tra gli scaffali. Avere il proprio macellaio di fiducia, insomma, è estremamente importante ed è senza dubbio il passo che dimostra l'integrazione in ambienti nuovi. Lui mostrerà con gioia di riconoscerti ogni volta che varchi la soglia e tu sarai convinta che davvero quel pezzo di arrosto è il migliore in circolazione e che lui non l'avrebbe venduto a nessun altro se non fossi entrata tu. È il migliore e lo teneva da parte proprio per te. Forse si chiama fidelizzazione del cliente, forse solo circonvenzione di essere incapace di distinguere tra vitello e vitellone. Ma ragazze come noi ci sono abituate. Perché ogni donna, anche se s'accompagna al peggio don Giovanni del quartiere, sarà sempre fermamente convinta che lei è la più amata tra le sedotte e abbandonate. Che lui, alla fin fine, il vero debole lo prova per lei. La convinzione non può essere scalfita da ore di attesa al freddo, né da decine di appuntamenti saltati, né da telefonate sporadiche, neppure da cene rimasta sullo stomaco o da bugie raccontate con credibilità massima. Almeno fino a che non compaia un pezzo di arrosto migliore.
giovedì 13 novembre 2008
mercoledì 12 novembre 2008
Il cruccio dell'aspetto
Lui (Berlusconi, ndf) passa per sex symbol. E anche lei...
«Se è vero, lo è mio malgrado e mi imbarazza. Basta guardarmi: peso 62 chili quando ho i capelli bagnati».
Non solletica un po' il suo ego?
Preferisco si parli di quel che dico».
Preferisce che a essere oggetto delle attenzioni altrui, sia quel che dice, anziché il suo aspetto fisico. Chi è? Mara Carfagna? No, Marco Travaglio. Intervistato da Novella2000.
Tiriamoli su bene
Certo, il pupattolo ha la spilla di Obama. Ma la notizia è che SJP indossa una specie di Woolrich, mentre qua sono anni che ci alleniamo al freddo polare, perché tutto ciò che è imbottito è così poco chic. (Come tutte le immagini d'attualità, anche questa viene dal mitologico People)
martedì 11 novembre 2008
Jennifer
Ci sono voluti anni, qualche spupazzamento di attori vari, uscite con amiche famose e infine l'immancabile servizio fotografico seminuda. Poi Jennifer Aniston deve aver preso un bel respiro, alzato le spalle (petto in fuori e cuore sottovuoto, si dice da queste parti) per dirlo così, con contegno e ostentata freddezza: «What Angelina did was very uncool».
venerdì 7 novembre 2008
Pensavo fosse amore e invece era propaganda
Mettiamo che tu sei una donna di centrodestra (quanto meno per tradizione) e lui un giovanotto di sinistra (per tradizione, più svariate letture e immersioni culturali). Lui come prova d'amore ti chiede di votare Veltroni. Tu lo fai. Tuo padre se lo sapesse ti toglierebbe l'eredità e per fortuna che non l'ha mai saputo, perché adesso, dopo mesi d'amore e non solo politica, lui ti ha mollata. È una storia vera (che non mi riguarda lo dico per mia sorella che teme io sia la protagonista occulta di ogni post!) e la protagonista mi ha dato il permesso di raccontarla. Allora, la domanda del lunedì si articola più che altro in una serie di provocazioni: cosa pensare? Colpa di colei che ha ceduto non ricordandosi che in cabina elettorale Dio ti vede e il tuo moroso no? Ma soprattutto: che razza di postmoderna prova d'amore è questa?!
Save the lipstick
Dal Giornale del Popolo del 7 novembreIl problema di avere molte amiche massaie è che poi danno il tuo numero per la dimostrazione degli elettrodomestici. E tu ti trovi al telefono a dover spiegare a una perfetta sconosciuta che ti promette l'apparecchio in grado di pulire a secco il divano che tu il divano non ce l'hai. Le tende? Nemmeno. E quella già pensa che sei una pervertita che ama farsi spiare dai vicini e quindi figurati se puoi farle capire di non chiamarti più perché stai seriamente pensando di usare i soldi destinati al divano, al tavolo e alle tende per il Fondo borsa di Hermés. Alcune persone (ci piace pensare che siano le più intelligenti, perché il club include sempre noi stesse) sono destinate a non essere capite dal prossimo. Prendete Sarah Palin, per esempio. Noi ci credevamo. Una vicepresidente che agita un rossetto come una bandiera è un'innovazione culturale pari almeno a quella di un presidente nero. Nel mondo delle nostre fantasie in cui gli uomini cattivi diventeranno buoni c'era spazio anche per un dream-ticket Obama-Palin. Il sogno si è avverato solo al cinquanta per cento e potremmo ritenerci comunque in parte soddisfatte se non fosse che la nostra eroina adesso è caduta in disgrazia. In queste ore infatti gli avvocati del partito repubblicano stanno correndo in Alaska a contare i vestiti di Sarah. La candidata repubblicana era finita nell'occhio del ciclone poche settimane fa per aver speso 150 mila dollari per rifarsi il guardaroba. Una vergogna per una paese in piena crisi finanziaria, si diceva. Allora i repubblicani hanno fatto finta di niente perché non si contano i vestiti in pubblico, ma con la sconfitta è arrivata implacabile anche la vendetta, terribile come in ogni famiglia che si rispetti. Terribile come i regali restituiti alla fine di una storia. Resta solo una speranza, che intervenga quello là. L'onnipotente del Yes we can. Ma sì, dai, quello abbronzato.
mercoledì 5 novembre 2008
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