
venerdì 30 gennaio 2009
Signorini e la didascalia di Repubbbblica

L'agenda del risparmio

mercoledì 28 gennaio 2009
le quattro chiappe

venerdì 23 gennaio 2009
Conosci te stesso
Dal GdP del 23 gennaio
Dice l'osteopata che sono tutta contratta, come fossi sempre sul punto di fare un'immersione. E allora, dice, o questa benedetta immersione la fai oppure ti sciogli. A quel punto il copione prevedeva che io gli aprissi il mio cuore per liberare i muscoli e rinvigorire le ossa, ma ahimè non siamo in un film americano né per tempi né per contenuti, sicché lui doveva farmi la fattura e io non avevo nessun problema da esternare, se si eccettuano i cinque chili che mi separano dalla felicità. C'è stato giusto il tempo per una tiritera sull'importanza di mangiare bene e fare dello sport prima di rituffarsi nel freddo polare. Però resta il fatto che conoscere se stessi è importante e l'ha detto pure la zia Anna durante la psicocena. La zia Anna non è mia zia, la mia zia Anna fa l'edicolate, dettaglio di non poca importanza quando si tratta di tenere via i numeri di magazine da collezione, ma assolutamente inutile quando si parla di conoscenza della propria mente. Ma se la tua zia Anna non va, ce sempre quella di un'amica che può fare al caso tuo. Soprattutto se ha anni di analisi alle spalle e una discreta esperienza nell'inchiodare chicchessia al muro dei propri tabù. Sicché la zia Anna della mia amica Isa tra una fetta di bon roll e l'altra mi ha psicanalizzata con scioltezza. Nemmeno il tempo di arrivare alla decima sigaretta e si era già lì a discettare di traumi del passato e paure del futuro. Al caffè avevamo già individuato il mio trauma, rigorosamente infantile e assai diverso da quello della scoperta che Barbie e Ken non si sposeranno mai. Solo che la carrozza è tornata zucca prima che si affrontasse il capitolo "come rimuovere il trauma dopo averlo individuato" e io adesso mi ritrovo con una lista di traumi che nemmeno le contratture dell'osteopata e nessuna soluzione. Sarà il caso di adeguarsi al trend e trovarsi un analista professionista?
Dice l'osteopata che sono tutta contratta, come fossi sempre sul punto di fare un'immersione. E allora, dice, o questa benedetta immersione la fai oppure ti sciogli. A quel punto il copione prevedeva che io gli aprissi il mio cuore per liberare i muscoli e rinvigorire le ossa, ma ahimè non siamo in un film americano né per tempi né per contenuti, sicché lui doveva farmi la fattura e io non avevo nessun problema da esternare, se si eccettuano i cinque chili che mi separano dalla felicità. C'è stato giusto il tempo per una tiritera sull'importanza di mangiare bene e fare dello sport prima di rituffarsi nel freddo polare. Però resta il fatto che conoscere se stessi è importante e l'ha detto pure la zia Anna durante la psicocena. La zia Anna non è mia zia, la mia zia Anna fa l'edicolate, dettaglio di non poca importanza quando si tratta di tenere via i numeri di magazine da collezione, ma assolutamente inutile quando si parla di conoscenza della propria mente. Ma se la tua zia Anna non va, ce sempre quella di un'amica che può fare al caso tuo. Soprattutto se ha anni di analisi alle spalle e una discreta esperienza nell'inchiodare chicchessia al muro dei propri tabù. Sicché la zia Anna della mia amica Isa tra una fetta di bon roll e l'altra mi ha psicanalizzata con scioltezza. Nemmeno il tempo di arrivare alla decima sigaretta e si era già lì a discettare di traumi del passato e paure del futuro. Al caffè avevamo già individuato il mio trauma, rigorosamente infantile e assai diverso da quello della scoperta che Barbie e Ken non si sposeranno mai. Solo che la carrozza è tornata zucca prima che si affrontasse il capitolo "come rimuovere il trauma dopo averlo individuato" e io adesso mi ritrovo con una lista di traumi che nemmeno le contratture dell'osteopata e nessuna soluzione. Sarà il caso di adeguarsi al trend e trovarsi un analista professionista?
lunedì 19 gennaio 2009
Maggiorate modello
Ah! Severgnini parte dalla tettona del Gf e, passando per una citazione del commissario Manara (poi dite che la ficcanaso non è avanti), finisce per dire che, perdonate la semplificazione, tornano di moda le tette. Boh io sarà che da piccola sono rimasta traumatizzata e illuminata dalla elegantissima frase che scrivevano tutti sul diario, secondo cui "una ragazza senza seno è come un paio di jeans senza tasche, i ragazzi non sanno dove mettere le mani". E, insomma, io lo apprezzo il tentativo di Beppe di farci addirittura vedere un'evoluzione del gusto (se non del pensiero) maschile nel corso degli anni. E apprezzo anche il timido segnale lanciatoci dal Corriere (una volta andavate di moda, quindi sperate nel futuro, chissà, se torna il Montgomery perché non dovreste tornare in auge anche voi). Epperò non ci crede nessuno. E qui scatterebbe, implicita, una domanda del lunedì.
venerdì 16 gennaio 2009
Grasso è ballo

mercoledì 14 gennaio 2009
Corna e Corona

venerdì 9 gennaio 2009
Volare

People è un giornale di pettegolezzi americano. Lo compro solo in America, ché qua costa una sproposito. Però online non me ne perdo un numero. Perché? Perché People fa da sempre quello che da queste parti siti come quello di Repubblica hanno imparato a fare giusto da qualche anno fa, ovvero dare alla gente quello che vuole: immagini. Persone famose, in questo caso. In ogni salsa. Quindi non c'era solo Britney Spears nei momenti del disfacimento (ora brillantemente superato, perché riprendersi è molto pop), non solo l'ultima foto della figlia di Tom Cruise (sempre in braccio, sempre con una coperta addosso: l'evoluzione termica dei divi è inspiegabile come quella delle case di Beautiful, dove il camino arde sempre anche in agosto a Beverly Hills). Non solo le foto di attualità, insomma, ma anche gallerie debitamente commentate e tematiche e servizi utili, come "you asked, we found". Qui il lettore che si è innamorato della maglietta o della borsa indossata da un vip e vuole comprarsela scrive e la redazione di People trova (un servizio indispensabile nell'era del no logo). Ma la mia preferita è sempre una: Stars' Airport Style. Le star beccate all'aeroporto. Perché è lì che capisci che sono superiori. Perché non hanno lo zaino della Napapijri, né l'Invicta (ne abbiamo tutti uno sulla coscienza). Non hanno i capelli sfatti, non hanno un bagaglio a mano sul punto di scoppiare, non hanno le scarpe da tennis, non hanno i pantaloni comodi che mia madre mi raccomanda dalla prima traversata della Manica (insieme alla tasca interna per i soldi cucita nella cintura). L'ultima volta che sono andata a New York ci ho provato a mettermi le scarpe di vernice e sono arrivata con le vesciche. C'è un motivo se loro sono là e io qui a domandarmi quale sia il momento giusto per disfare il presepe.
(Foto da People, ovviamente)
(Foto da People, ovviamente)

giovedì 8 gennaio 2009
Sacra tempistica
mercoledì 7 gennaio 2009
Il regalo educativo
Un accappatoio, una zuccheriera, un cucchiaino di legno, una coperta con delle pecore sopra, sei piatti fondi, un centrotavola, un portapenne, un dentifricio biologico, un portachiavi, della biancheria comprata da Top Shop, un calendario per shop-aholic, un tagliere a forma di vestito, un sottopentola a forma di tavoletta di cioccolato, un libro di ricette, un audiolibro, un telefono di peluche, una consistente parte del prossimo computer (in forma di soldi), un pupazzetto adorabile, la stilografica rosa a pois rossi della protagonista della Rivincita delle bionde, un cappello che ho cambiato con un cucchiaio di corno, una penna a sfera, una collant con un ventaglio attaccato (che tutti mi invidiano), una falsa pashmina, un vecchio film che racconta una storia d'amore impossibile, un libro ambientato a Lugano. Ecco, credo sia tutto. Certo, possiamo aggiungere anche i due posaceneri, i sei bicchieri e i sei piatti piani che io e mia madre ci siamo comprate come metadone di shopping per evitare crisi d'astinenza il 27 e il 28 dicemre. A conti fatti la lista resta comunque ottima e di certo descrve una giovane e scattante cittadina del mondo con un debole, tutto estetico, per la cura della casa e del guardaroba. Niente regali-predicozzo, tipo un soggiorno in palestra o un buono per massaggio estetico. La lista dei regali dello scorso Natale mi introduce in questo 2009 come una personcina di cui amici e parenti amano assecondare vizi e piaceri, senza preoccupazioni educative. Mica c'è bisogno di farlo sapere in giro che mia madre mi ha regalato un trapano nella vana speranza che quest'anno impari almeno montare una mensola.
Suv, la neve
Milano è sepolta di neve io ho ritrovato un collegamento a internet dopo giorni di festivo isolamento. Stamattina le signore uscivano agili dai parcheggi solo in centro coi macchinoni. Ho pensato: «Finalmente servono a qualcosa i vostri Suv in città». Il primo pensiero del 2009 è tranquillamente e pienamente radical indignato. Tutto bene.
(non ho foto della neve perché trovavo intollerabile, stamattina, mostrarmi a scattare foto col telefonino come un'adolescente a un concerto qualsiasi. Ben mi sta.)
(non ho foto della neve perché trovavo intollerabile, stamattina, mostrarmi a scattare foto col telefonino come un'adolescente a un concerto qualsiasi. Ben mi sta.)
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